Credo vi sia uno stretto legame (inversamente proporzionale) tra quantità di energia disponibile e quoziente intellettivo. Se l'energia abbonda, alla lunga, l'intelligenza di chi ha a disposizione tale energia, si riduce. Deve essere proprio così, non si spiegherebbe altrimenti il comportamento autodistruttivo che il genere umano sta caparbiamente adottando da tanti anni a questa parte. Non si capirebbe infatti il perché i vari buscetti, silviucci ecc... invece di tentare di risolvere in maniera definitiva il problema delle fonti alternative di energia, trovandone una vera, stanno ancora a giocare con i soldatini. E' vero, l'economia mondiale è strutturata sul petrolio: estrazione, raffinazione, commercializzazione, ecc... danno lavoro a centinaia di migliaia di persone, creano profitti ingentissimi, ci sono potentissime multinazionali che ci prosperano su. Cosa succederebbe se, d'improvviso, venisse sostituito da un'altra fonte di energia, magari a prezzi nettamente inferiori? La catastrofe...verissimo, sarebbe uno sconvolgimento epocale con conseguenze disastrose sull'intera economia mondiale. E' proprio per questo che ci dovremmo affrettare per trovare qualcos'altro e subito, perché il petrolio finirà presto e se noi non avremo trovato prima il suo sostituto, questa catastrofe avverrà ugualmente. Le differenze, tra avere prima della fine del petrolio una fonte realmente alternativa e non averla, sono tantissime: se nel frattempo troviamo una soluzione governeremo noi il cambiamento; potremo gradualmente convertire un'economia basata sul petrolio in un'altra basata su l'abbondanza dell'energia a basso prezzo; questo inoltre libererebbe tantissime risorse da dedicare ad altro; finirebbe anche lo schifo delle guerre fatte per liberare i popoli oppressi da dittatori sanguinari, perché non dovremmo più difendere i territori, non nostri, dove il petrolio abbonda; inquineremmo meno e da prima. Forse si pacificherebbe anche la zona mediorientale, gli interessi economici non governerebbero più quelle zone e, con meno soldi, gli arabi probabilmente sarebbero anche più disposti al dialogo, tra di loro e con gli altri popoli. Già, perché le rivoluzioni e le guerre si fanno con il denaro, per il denaro, molto denaro. Certo, anche in Africa si ammazzano tra di loro, la guerra è insita nel genere umano, ma non arrivano certo a scaraventare gli aerei degli altri contro i grattaceli degli altri. Invece di giocare a risiko, chi governa dovrebbe avere tra le priorità assolute trovare qualcos'altro per produrre energia; quel qualcos'altro già ci sarebbe. La fusione nucleare, per esempio, esiste già, solo che necessita di ulteriori anni di prove, sperimentazioni e progressi per portare questa tecnologia ad essere concretamente usabile. E' un'energia pulita, non costosa, sicura e inesauribile. Già è in costruzione un reattore in Francia ma sarà pronto non prima del 2012 ed è sperimentale. Che io sappia, non è letteralmente così, ma se investi di più in ricerca, ottieni migliori risultati e prima; allora perché non creare una altro piano Marshall, stavolta per tutto il pianeta; basterebbe un contributo di ogni stato in grado di farlo, per avere la fusione nucleare qualche anno prima. Potremmo avere energia in abbondanza a basso costo ed allora non ci sarebbe più non solo il problema di produrre energia, ma tutto potrebbe andare ad elettricità: automobili, riscaldamenti, ecc...non inquinando. Governeremmo un cambiamento inevitabile invece che esserne governati. Scelta troppo logica e saggia, decisamente non adatta a chi, in questo momento, è al governo della maggiori potenze mondiali...piccoli uomini, piccole scelte, grandi errori.
domenica 29 giugno 2008
sabato 28 giugno 2008
Aziende e Stato
Mi sembra irrinunciabile fare delle considerazioni in merito ai rapporti economici tra gli enti pubblici e le aziende private in Italia; in particolare al sud ed in particolare sulle fortissime distorsioni che, una macchina burocratica-casinista-inefficiente come quella dello Stato italiano, aiutata da regole che sono totalmente contrarie a qualunque forma, anche primitiva, di buon senso, sta creando nel mercato. Mi riferisco, in particolare, alla cecità mentale con la quale vengono regolati i pagamenti che ogni ente pubblico, dietro fornitura di beni e/o di servizi, deve ad un'azienda privata. Ogni ente, avendo appunto necessità di beni e/o servizi, indice una gara pubblica per trovare i fornitori al miglior prezzo...ma un momento...e i soldi? Non li hanno subito, pronti, da spendere...non li hanno proprio. Ma li avranno, sicuramente, in brevissimo tempo. Infatti prevedono trasferimenti di ingenti somme di denaro dallo Stato, dalla Regione, e tanto altro; il canone che i cittadini pagano per l'acqua, le tasse sulla spazzatura ecc...Quindi i soldi ci sono, o meglio, ci saranno, sicuramente. Quindi facciamo una cosa: io compro queste cose da te e siccome prevedo di incassare n euro, una parte la destino per pagarti, è una cosa certa, sono tuoi. Ok, dice l'azienda che, tutta contenta, avendo vinto la gara, compra ed immediatamente fornisce i beni richiesti, certa in un celere pagamento...i soldi ci sono. E invece no!! Mi dispiace, ma lo Stato e la Regione non ci hanno ancora trasferito nulla, l'acqua le persone non la pagano e non cerchiamo più di tanto di riscuotere questo denaro perché così facendo si crea consenso, la monnezza meno che mai...si deve aspettare. Quanto? Non si sà, nessuno lo sà, figuriamoci; ma sicuramente tanto, sei mesi, un anno, anche due. Evviva!!! Le imprese private acquistano beni che vendono subito e che pagheranno, al massimo, dopo 60 o 90 giorni, ma saranno ripagate con tempi assolutamente incerti e che possono tranquillamente arrivare al sestuplo di quelli previsti o anche di più. Risultati: le aziende diventano per l'ente pubblico delle banche, perché anticipano anche ingenti somme di denaro, non possono fare nessuna pianificazione futura perché non sanno quando riprenderanno il proprio denaro e se l'imprenditore non si chiama Bill, prima o poi dovrà ricorrere alle banche (quelle vere) per continuare ad anticipare denaro per conto dei propri clienti...altro che assistenzialismo...complimenti!!! Non bastano le normali ed inevitabili difficoltà del mercato, ci si mettono anche queste folli aberrazioni. Così si uccide l'impresa privata e certo non si creano nuovi posti di lavoro. Più vendi più ti inguai. Come se non bastasse, se però lo stato avanza dei soldi dalle aziende, allora sì che diventa efficiente, li vuole subito o con gli interessi e non gli puoi certo dire che tu, a tua volta, li avanzi da altri enti pubblici...compensiamo; lo stato mica è fesso, non si fida di sé stesso...e fa bene!. Certo, anche l'azienda può chiedere gli interessi per ritardati pagamenti, ma l'azienda non è una banca, non vive di interessi, ma di guadagni, di soldi che girano, non che si fermano. In un'economia sana e normale tutto questo sarebbe impensabile. Ora...è così difficile fare una legge che OBBLIGA l'ente pubblico ad impegnare i soldi quando li ha MATERIALMENTE DISPONIBILI? E se ci sono ritardi c'è un responsabile ben individuabile? Ma forse sarebbe pretendere troppo da questa Italia dove l'intelligenza sta andando via dal buco dello scarico del lavandino...e nessuno ha intenzione di mettere il tappo.
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