domenica 29 giugno 2008

Energia e intelligenza

Credo vi sia uno stretto legame (inversamente proporzionale) tra quantità di energia disponibile e quoziente intellettivo. Se l'energia abbonda, alla lunga, l'intelligenza di chi ha a disposizione tale energia, si riduce. Deve essere proprio così, non si spiegherebbe altrimenti il comportamento autodistruttivo che il genere umano sta caparbiamente adottando da tanti anni a questa parte. Non si capirebbe infatti il perché i vari buscetti, silviucci ecc... invece di tentare di risolvere in maniera definitiva il problema delle fonti alternative di energia, trovandone una vera, stanno ancora a giocare con i soldatini. E' vero, l'economia mondiale è strutturata sul petrolio: estrazione, raffinazione, commercializzazione, ecc... danno lavoro a centinaia di migliaia di persone, creano profitti ingentissimi, ci sono potentissime multinazionali che ci prosperano su. Cosa succederebbe se, d'improvviso, venisse sostituito da un'altra fonte di energia, magari a prezzi nettamente inferiori? La catastrofe...verissimo, sarebbe uno sconvolgimento epocale con conseguenze disastrose sull'intera economia mondiale. E' proprio per questo che ci dovremmo affrettare per trovare qualcos'altro e subito, perché il petrolio finirà presto e se noi non avremo trovato prima il suo sostituto, questa catastrofe avverrà ugualmente. Le differenze, tra avere prima della fine del petrolio una fonte realmente alternativa e non averla, sono tantissime: se nel frattempo troviamo una soluzione governeremo noi il cambiamento; potremo gradualmente convertire un'economia basata sul petrolio in un'altra basata su l'abbondanza dell'energia a basso prezzo; questo inoltre libererebbe tantissime risorse da dedicare ad altro; finirebbe anche lo schifo delle guerre fatte per liberare i popoli oppressi da dittatori sanguinari, perché non dovremmo più difendere i territori, non nostri, dove il petrolio abbonda; inquineremmo meno e da prima. Forse si pacificherebbe anche la zona mediorientale, gli interessi economici non governerebbero più quelle zone e, con meno soldi, gli arabi probabilmente sarebbero anche più disposti al dialogo, tra di loro e con gli altri popoli. Già, perché le rivoluzioni e le guerre si fanno con il denaro, per il denaro, molto denaro. Certo, anche in Africa si ammazzano tra di loro, la guerra è insita nel genere umano, ma non arrivano certo a scaraventare gli aerei degli altri contro i grattaceli degli altri. Invece di giocare a risiko, chi governa dovrebbe avere tra le priorità assolute trovare qualcos'altro per produrre energia; quel qualcos'altro già ci sarebbe. La fusione nucleare, per esempio, esiste già, solo che necessita di ulteriori anni di prove, sperimentazioni e progressi per portare questa tecnologia ad essere concretamente usabile. E' un'energia pulita, non costosa, sicura e inesauribile. Già è in costruzione un reattore in Francia ma sarà pronto non prima del 2012 ed è sperimentale. Che io sappia, non è letteralmente così, ma se investi di più in ricerca, ottieni migliori risultati e prima; allora perché non creare una altro piano Marshall, stavolta per tutto il pianeta; basterebbe un contributo di ogni stato in grado di farlo, per avere la fusione nucleare qualche anno prima. Potremmo avere energia in abbondanza a basso costo ed allora non ci sarebbe più non solo il problema di produrre energia, ma tutto potrebbe andare ad elettricità: automobili, riscaldamenti, ecc...non inquinando. Governeremmo un cambiamento inevitabile invece che esserne governati. Scelta troppo logica e saggia, decisamente non adatta a chi, in questo momento, è al governo della maggiori potenze mondiali...piccoli uomini, piccole scelte, grandi errori.

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